UFFIZI, FIRENZE. LA STRATEGIA DEL DIRETTORE SCHMIDT

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24 Nov 16 UFFIZI, FIRENZE. LA STRATEGIA DEL DIRETTORE SCHMIDT

Percorsi di fruizione differenziata, nell’accesso e nella biglietteria, allo scopo di «abbandonare il sistema della galleria autogrill con ingresso unico e percorso obbligato, e permettere ai visitatori di ritagliarsi su misura la loro esperienza agli Uffizi», è quanto Eike Schmidt, direttore generale delle Gallerie degli Uffizi (comprensive quindi anche di Palazzo Pitti) intende compiere nella Galleria degli Uffizi, rivoluzionando gli spazi e concentrando al secondo piano i capolavori di Leonardo e quelli di Raffaello, che a lui parevano troppo costretti in spazi piccoli. Questi maestri si congiungeranno dunque a Botticelli e a Michelangelo, che già si trovano al secondo piano.  Alcuni visitatori potranno dunque accedere al secondo piano direttamente, avendo un aperçu del Rinascimento concentrato sui big.

Tra le volontà del nuovo direttore vi è lo stop all’utilizzo del museo per sfilate di moda che saranno dirottate verso Palazzo Pitti, per tradizione più atto ad accogliere simili eventi, mentre cene ed eventi privati continueranno a svolgersi in terrazza e nella biblioteca Magliabechiana della Galleria, vietando invece a Palazzo Pitti l’utilizzo delle sale affrescate da Giovanni da San Giovanni.

Quanto ai prestiti Schmidt annuncia due liste comunicate: gli «inamovibili» (di cui fanno parte, ad esempio, «Annunciazione» di Leonardo e «Tondo Doni», ma anche, a Pitti, la «Madonna della Seggiola» di Raffaello), e a breve quella dei «quasi inamovibili», opere che si potranno muovere molto raramente e a condizioni molto particolari, come il «Bacco» di Caravaggio e le opere di Botticelli.



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