Pubblicato in Interviste, News
11 Mag 26 INTERVISTE DAI COMUNI: Valerio Bazzoffia, sindaco del Comune di Bettona
Bettona è un borgo umbro ricco di storia e cultura. Qual è, secondo lei sindaco, l’atmosfera che colpisce chi arriva nel vostro territorio?
Bettona conserva ancora il sapore antico della propria storia; si arriva a Bettona e ci si immerge in qualcosa di non artefatto. Entro le mura la quotidianità è caratterizzata dai tipici ritmi lenti dei borghi antichi, tra l’altro immersi nella naturalezza della macchia mediterranea. Senza sembrare banali, ma la “pace dei sensi” regna sovrana.
Scopriamo meglio il borgo. Entrando a Bettona, cosa consiglia assolutamente di visitare e di fare per viverlo a pieno?
La storia, l’identità e la cultura del luogo trovano la loro sintesi nel Museo della Città, negli edifici di culto e nei palazzi storici del borgo che sono assolutamente da vedere. Il Museo è composto da una sezione archeologica, che attualmente ospita la mostra “Etruschi a Bettona”, e da una Pinacoteca dove, tra le altre, vi sono opere di Pietro Vannucci, Dono Doni, Antonio Canova, El Greco. Ma le “esperienze” che il territorio offre sono numerose, da quelle culinarie a quelle escursionistiche con dei magnifici percorsi di trekking.
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Il Palazzetto del Podestà sta ospitando, come diceva, l’interessante mostra “Etruschi a Bettona”. Come è nato questo progetto espositivo e che risultati sta portando?
Il progetto nasce dalla voglia di indagare le nostre origini. La mostra narra la storia della prima evidenza archeologia di Bettona, ovvero la scoperta della tomba etrusca di Colle. Scoperta nel 1913 e scavata fino al 1916, l’ipogeo, crollato su se stesso e già depredato in passato, ha restituito comunque un corredo funerario di altissimo livello, in parte rappresentato da gioielli in oro. Il corredo fu inviato al Museo Nazionale di Villa Giulia a Roma per poi tornare in Umbria negli anni ’50 al Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria a Perugia.
È stato per noi un onore, quindi, riportarlo “a casa” dopo 102 anni dalla sua scoperta; ed ora fa bella mostra di sé presso il nostro Museo con attività collaterali che ne completano la logica espositiva, permettendo alla nostra comunità di “conoscersi” e farsi conoscere.

Quali appuntamenti a tema avete in programma nell’ambito di questa mostra?
Oltre ai cicli di conferenze tematiche sulla tipologia di tomba etrusca, sul ruolo della donna nella società etrusca e sull’arte orafa etrusca, a breve faremo un ciclo di conferenze e degustazioni sulla cucina etrusca e sui prodotti agroalimentari provenienti da quella civiltà.
In termini turistici, ci sono progettualità in corso per i visitatori oppure obiettivi che vi siete posti come Amministrazione?
Le progettualità e le opportunità che abbiano messo in campo per la promozione e lo sviluppo turistico le abbiamo sintetizzate in un apposito portale turistico, che si chiama www.visitbettona.it. Raccoglie informazioni, operatori turistici, approfondimenti ed esperienze da poter fare a Bettona, con un aggiornamento costante. È la nostra vetrina per aprirci a chiunque desideri scoprire la nostra città e viverla nella sua autenticità.
Rivolgiamo ora l’attenzione ai più giovani. Ci sono attività che state portando avanti dedicate alle nuove generazioni?
Per i più giovani abbiamo messo in campo un progetto legato ad un luogo fondamentale per la nostra comunità, ovvero il Teatro Excelsior, voluto dal fondatore della parrocchia di Passaggio di Bettona, Don Francesco Bianchi, alla fine degli anni ’50, ed ora gestito dal Comune e dal Circolo Anspi-Excelsior, attraverso un patto di collaborazione per la gestione condivisa dei beni comuni. Il luogo aggrega e consente produzione culturale nel campo della musica e del teatro, ma soprattutto è un luogo di confronto quotidiano. È un progetto particolarmente significativo per il nostro comune, perché sostiene anche la crescita personale sia dei giovani che delle categorie più fragili.
Stessa operazione è stata fatta nella frazione di Colle, dove è stato messo a disposizione dell’associazione “l’Etrusco” il centro di aggregazione di proprietà comunale.
Infine, ne stiamo costruendo uno nuovo nella frazione di Cerreto, al confine con Cannara. Cerchiamo, in sintesi, di promuovere aggregazione e confronto sociale.
Qual è l’aspetto di Bettona a cui lei, come sindaco, è particolarmente legato o tiene di più?
Senza dubbio creare nei miei concittadini la consapevolezza di una identità forte che affonda le proprie radici nel substrato culturale che la contraddistingue, senza dimenticare il quotidiano.

Intervista a cura di Sara Stangoni