Oggi il viaggio inizia dai social: cosa cambia per il turismo?

Pubblicato in Attualità, News

11 Mag 26 Oggi il viaggio inizia dai social: cosa cambia per il turismo?

Per anni abbiamo utilizzato i social media soprattutto per intrattenere, promuovere eventi o pubblicare fotografie del territorio. Oggi, però, questa tendenza è sensibilmente cambiata. Alcuni dati aiutano a capire il fenomeno:

  • il 31% dei consumatori utilizza i social per trovare risposta alle proprie domande;
  • il 29% delle persone appartenenti alla Gen Z preferisce effettuare ricerche sui social piuttosto che sui motori di ricerca classici;
  • gli utenti italiani trascorrono in media 2 ore e 17 minuti al giorno sui social.*

Ciò significa che quando una persona (soprattutto tra le nuove generazioni) vuole organizzare un viaggio, trovare un ristorante tipico, capire cosa vedere in un borgo o scoprire esperienze autentiche da vivere durante un viaggio, non parte più da Google. Parte da TikTok. Oppure da Instagram.

È un cambiamento importante nel modo in cui le persone cercano informazioni online e, di conseguenza, anche nel modo in cui territori, enti locali e operatori turistici dovrebbero comunicare.

Come cambia il modo di cercare viaggi e destinazioni?

Negli ultimi anni il concetto di “social search” è cresciuto sempre di più. In pratica, le persone utilizzano la barra di ricerca di TikTok o Instagram per cercare idee, consigli e contenuti pratici.
Questo accade soprattutto nei settori legati al lifestyle: viaggi, cibo, esperienze, eventi, benessere.
Il motivo è abbastanza semplice: sui social i luoghi vengono raccontati attraverso contenuti immediati, autentici e facili da consumare. Non si cerca soltanto un’informazione tecnica, ma un’atmosfera, un’esperienza, una sensazione.
Per il turismo questo cambia molte cose. Perché oggi il viaggio non inizia nel momento della prenotazione, ma molto prima: nel momento dell’ispirazione. Ed è proprio per questo che i social stanno diventando centrali.

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Essere presenti sui social oggi non basta più

Molto spesso vedo profili turistici o istituzionali utilizzati come semplici bacheche: locandine, comunicazioni, fotografie senza contesto. Ma se le persone usano i social per cercare informazioni, allora il contenuto deve diventare anche utile.
Questo significa iniziare a creare contenuti che rispondano alle domande reali dei viaggiatori:

  • Cosa fare in un weekend?
  • Dove mangiare prodotti tipici?
  • Quali esperienze vivere in un determinato periodo dell’anno?
  • Quali luoghi visitare fuori dai circuiti più turistici?
  • Quali eventi meritano davvero una visita?

La cosa interessante è che spesso i contenuti più efficaci sono anche i più semplici. Qualche esempio? Un breve Reel cha racconta la visita in un museo, un carosello grafico che mostra un itinerario di 48 ore nella vostra destinazione, una video–intervista di un artigiano che mostra il proprio lavoro oppure una festa tradizionale vista attraverso gli occhi di chi la vive ogni anno.
Sono contenuti che funzionano perché vengono percepiti come autentici ed è proprio qui che molti territori hanno una grande opportunità. Perché autenticità, tradizioni, paesaggi e comunità locali sono spesso già presenti. Il punto è imparare a raccontarli meglio.

Non solo i siti web ma anche i social hanno una “SEO”

C’è poi un altro aspetto che molti operatori turistici stanno iniziando a scoprire solo ora ossia che oggi anche i social funzionano con logiche molto simili ai motori di ricerca. Per “costruirla” basta fare attenzione a una serie di elementi, come:

  • Parole chiave utili per farsi trovare
  • Hashtag mirati e ben scelti
  • Descrizioni e testi ottimizzati (anche nella biografia dei profili)
  • Geolocalizzazione
  • Collaborazione con influencer (anche micro) che possono essere utili a trovare nuovi utenti interessati
  • Contenuti coerenti nel corso del tempo

Un Reel pubblicato con una descrizione generica rischia di sparire velocemente. Al contrario, un contenuto costruito attorno a una ricerca reale – ad esempio “cosa vedere in primavera”, “weekend
tra borghi”, “esperienze autentiche in Piemonte” – ha molte più possibilità di continuare a essere trovato nel tempo.
Questo significa che la comunicazione turistica deve iniziare a essere pensata non solo per “apparire”, ma anche per essere cercata.

La vera domanda è: il tuo territorio si fa trovare?

Per enti locali, destinazioni e operatori turistici questo cambiamento rappresenta una grande opportunità. Perché non servono necessariamente grandi produzioni o campagne complesse. Spesso funzionano molto meglio contenuti semplici, continui e coerenti con l’identità del territorio.
Più lavoro con realtà locali e più mi rendo conto di una cosa: molti territori non hanno un problema di offerta. Hanno un problema di narrazione.
E oggi, in un contesto in cui le persone scoprono il mondo direttamente dai social, saper raccontare bene il proprio territorio non è più soltanto un valore aggiunto ma diventa il vero punto di forza per una destinazione.

FONTI:

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https://www.maggiolieditore.it/fwmm00006z-trasformare-un-territorio-in-una-destinazione-turistica-metodo-e-strumenti-operativi.html
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Articolo a cura di Giorgia Deiuri


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