A MODENA LE SFIDE DELLE CITTÀ CREATIVE DELL’UNESCO: LA GIORNATA DI STUDI “FUTURA CREATIVA”

Pubblicato in Accade in Italia, News

19 Nov 22 A MODENA LE SFIDE DELLE CITTÀ CREATIVE DELL’UNESCO: LA GIORNATA DI STUDI “FUTURA CREATIVA”

In Italia sono 13 le città che possono fregiarsi dell’onore di far parte della Rete delle Città Creative dell’Unesco, creata nel 2004 per promuovere la cooperazione tra le città che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile. Ogni città è collegata ad uno specifico settore culturale che la identifica: musica, letteratura, artigianato e arte popolare, design, media arts, gastronomia, cinema. Le Città Creative italiane sono: Bologna (musica),  Fabriano (artigianato e arte popolare), Torino (design), Roma (cinema), Parma (gastronomia),  Milano (letteratura), Pesaro (musica), Carrara (artigianato e arte popolare), Alba (gastronomia), Biella (artigianato e arte popolare), Bergamo (gastronomia), Como (artigianato e arte popolare) e Modena (media arts).

Proprio a Modena si è svolta lo scorso 11 novembre la giornata di studi “Futura Creativa” presso il Laboratorio Aperto di Modena, promossa da Modena City of Media Art e dal Comune di Modena in collaborazione con Maggioli Cultura.

Gli incontri, approfondimenti e dibattiti sono stati incentrati su tre sfide determinanti: innovazione, sostenibilità e inclusione. Le città creative italiane Unesco hanno portato le proprie esperienze di cultura e creatività e i progetti più rappresentativi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 della Nazioni Unite: innovazione digitale, transizione ecologica, economia della conoscenza per guidare un’epoca di cambiamenti. Ospite anche la città capofila della Rete internazionale delle Media arts Enghien-les-Bains: 22 città in cinque continenti sono designate dall’Unesco Creative Cities of Media Arts.

Tanti i giovani presenti al Laboratorio Aperto, che hanno potuto ascoltare importanti interventi ma anche essere protagonisti di sfide che li riguardano in prima persona. Cultura e creatività diventano, infatti, infrastrutture centrali per immaginare le città del futuro.

La giornata è stata introdotta dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli insieme con l’assessore alla cultura Andrea Bortolamasi: “Mentre ci auguriamo non si fermino progetti culturali qualificanti – riporta Il Resto del Carlino – già avviati per motivi politici (il riferimento è al sottosegretario Vittorio Sgarbi, che in una intervista al Carlino aveva annunciato il distacco di Ferrara dalle Gallerie Estensi di Modena e Sassuolo, ndr), Modena si focalizza per la capacità di attrarre risorse economiche da diverse istituzioni e muovere energie e progetti innovativi nel campo della tecnologia e innovazione digitale applicate alla cultura”.

 

Da Parigi si è collegato l’ambasciatore italiano presso l’Unesco Massimo Riccardo, che ha spiegato che “quel che accade nelle città creative è fondamentale a produrre strategie per il futuro”. Vittorio Salmoni, coordinatore nazionale delle Città Creative, ha concluso dicendo: “Queste città appartengono alla rete Unesco e hanno diverse dimensioni e differenze storiche e politiche, legate però da solidarietà e volontà di azioni comuni. Tutte lavorano per lo sviluppo culturale e la rigenerazione del tessuto urbano” (fonte Il Resto del Carlino).

 

 

La Rete delle Città Creative dell’Unesco

Le 295 città nei paesi di tutto il mondo, che attualmente fanno parte della Rete delle Città Creative dell’Unesco, collaborano per un obiettivo comune: fare della creatività e del’industria culturale il centro dei loro piani di sviluppo a livello locale e collaborare attivamente a livello internazionale.

Tutte le Città Creative sono impegnate nello sviluppo e nello scambio di buone pratiche innovative per rafforzare la partecipazione alla vita culturale e per integrare la cultura nelle politiche di sviluppo urbano sostenibile. La Rete, inoltre, sostiene gli scambi artistici e il partenariato della ricerca sia con le città della Rete che con il settore pubblico e il settore privato.

In quanto tali, le Città Creative contribuiscono al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.



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