APP E CHATBOT PER L’ESPERIENZA MUSEO ALL’HACKATHON DI FONDAZIONE TORINO MUSEI E TALENT GARDEN

Pubblicato in Accade in Italia

22 Jun 17 APP E CHATBOT PER L’ESPERIENZA MUSEO ALL’HACKATHON DI FONDAZIONE TORINO MUSEI E TALENT GARDEN

I musei si giocano la carta digitale per restare luoghi vivi e vissuti. Entrare in contatto con il visitatore, conoscerlo e coinvolgerlo, Perché viva un’esperienza piena, pensata per lui e magari ritorni.

A Torino sarà incubato il progetto Magnet, una app integrata con tecnologie di proximity marketing, fra cui i beacon, che consentirà ai visitatori di fornire ai musei i dati più appropriati per essere coinvolti nelle attività espositive e nelle esperienze culturali.

L’app fornirà una serie di informazioni in modalità passiva e attiva: passiva perché, per esempio, quando l’utente vorrà accedere al wifi gratuito nella zona antistante i musei potrà farlo installando l’app e compilando una serie di form che forniranno informazioni preziose; attiva, perché l’app guiderà attraverso una serie di percorsi culturali nei musei e con i beacon si avranno informazioni preziose sui comportamenti e i tempi di fruizione. In questo modo, per esempio, se si notano certe preferenze artistiche l’app invierà successivamente notifiche personalizzate.

Oltre all’app il progetto prevede di estrarre intelligenza dalle informazioni attraverso le campagne social e le mailing list, lavorando molto sul profilo dell’utente.

Museum hack è un’iniziativa di Talent Garden e Fondazione Torino Musei che hanno sfidato startup, freelance e sviluppatori di software a ideare un nuovo modello di gestione dei dati e di sviluppo di progetti per personalizzare l’esperienza-museo. E che ora decideranno come procedere all’incubazione di Magnet.

Secondo progetto classificato Profeelo, una app che permetterà ai musei di offrire ai visitatori un servizio di membership integrato che include informazioni su ciò che più li interessa, biglietteria online, audioguide, mappe dei luoghi visitati e un accesso personalizzato a campagne di crowdfunding. Infine come terzo classificato Oliva, un chatbot interattivo che consentirà ai musei di comunicare in modo diretto e personalizzato, di arricchire il modello di customer relationship management con i dati diffusi attraverso i social network e di incentivare il passaparola sui contenuti delle mostre attraverso il web.



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