INTERVISTE DAI COMUNI: Alessio Piersimoni, sindaco del Comune di Cupra Marittima

Pubblicato in Interviste, News

13 Apr 26 INTERVISTE DAI COMUNI: Alessio Piersimoni, sindaco del Comune di Cupra Marittima

Cupra Marittima è un comune ricco di storia e un centro di interesse culturale e turistico. Qual è, sindaco, l’atmosfera che colpisce un viaggiatore che arriva nel vostro territorio?

Direi che uno degli aspetti che più caratterizzano Cupra Marittima, e che colpisce chi arriva, è il clima di familiarità: qui tutto è autentico. Il visitatore si trova immerso in una bellezza paesaggistica e naturalistica che abbiamo la fortuna di vivere ogni giorno: spiagge ampie e sabbiose, acque pulite, un mare limpido. Basta poi voltarsi verso ovest per vedere le colline verdi che incorniciano il territorio. Proprio tra queste colline si trova il borgo medievale, il cosiddetto “paese alto”, Marano. È un luogo suggestivo, situato a circa 96 metri sul livello del mare, a pochissima distanza dalla costa e con le mura affacciate sull’Adriatico. Da lì il panorama è davvero spettacolare.

Ma la storia di Cupra Marittima va ancora più indietro: sono ben visibili i segni dell’insediamento romano, nel parco archeologico situato poco più a nord dell’attuale centro. Qui è possibile attraversare le diverse epoche, vivere la storia e comprenderne il passaggio sul nostro territorio.

Tutto questo si integra con la città di oggi, la Cupra moderna, che si sviluppa principalmente lungo il mare e che offre servizi di qualità e un’offerta turistica curata. Accanto al turismo balneare, infatti, c’è la possibilità di praticare sport, muoversi in bicicletta lungo percorsi dedicati, vivere il territorio anche dal punto di vista culturale. La vera bellezza sta proprio in questo equilibrio: un ambiente vivibile, autentico, dove la storia continua a essere parte viva della comunità. Io dico sempre che il nostro è un territorio che si rivela soprattutto a chi lo osserva con attenzione. Non a uno sguardo frettoloso o superficiale, ma a occhi curiosi: è una bellezza discreta, che però sa conquistare.

Entrando a Cupra Marittima, cosa consiglia assolutamente di visitare?

Direi innanzitutto il paese alto, il borgo medievale. Da lì si gode una visuale davvero particolare: un affaccio sul mare che abbraccia un litorale molto ampio. È un panorama che riconcilia un po’ con se stessi e con il mondo. Passeggiare tra le sue vie autentiche significa immergersi in un’atmosfera suggestiva, resa ancora più piacevole dalla presenza di ristoranti e servizi che permettono di vivere appieno l’esperienza.

Accanto al borgo, naturalmente, consiglio il parco archeologico, che offre l’opportunità di entrare in contatto diretto con la storia più antica del territorio. Qui si possono ammirare i resti della città romana e di un tempio di epoca adrianea che rilanciò il culto della dea Cupra. Si tratta di una divinità di origine picena, legata alla bellezza e alla fertilità, poi ripresa anche dai Romani. È un elemento identitario molto forte, che contribuisce ancora oggi al fascino del luogo. Chi visita Cupra Marittima, infatti, resta spesso colpito e affascinato da questa atmosfera, da questa bellezza così particolare.

Tra le realtà culturali, vale la pena citare anche il Museo Archeologico del Territorio e il Museo Malacologico, un museo privato tra i più importanti al mondo nel suo genere. Qui è possibile ammirare una straordinaria varietà di conchiglie provenienti da tutti i mari del pianeta, con esposizioni che si rinnovano ogni anno e che permettono di “immergersi” idealmente nei fondali di tutto il mondo.

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Ci sono eventi o attività culturali da mettere in agenda in questi mesi?

La nostra stagione turistica si apre con la festa patronale di San Basso, che si celebra il lunedì di Pasqua e rappresenta una vera porta d’ingresso alla bella stagione. È un momento molto sentito dalla comunità, che unisce tradizione religiosa e momenti di aggregazione. Nel mese di aprile, inoltre, ospitiamo un evento sportivo di rilievo: una gara di triathlon, prevista quest’anno il 25 e 26 aprile, inserita nel circuito nazionale Adriatic Series e riconosciuta dalla federazione. Si tratta di una tappa importante di un circuito che coinvolge diverse località della costa adriatica e che rappresenta per noi una grande opportunità di promozione del territorio. Grazie a questa manifestazione riusciamo, infatti, ad attirare visitatori che magari non conoscerebbero Cupra Marittima, ma che poi spesso scelgono di tornare.

Dal punto di vista turistico, quale linea strategica state sviluppando nel vostro programma amministrativo?

Accanto agli eventi, puntiamo molto sulle attività all’aria aperta e sulla mobilità dolce. Un elemento centrale è la pista ciclopedonale sul lungomare, che collega Cupra Marittima a Grottammare e San Benedetto del Tronto verso sud. Proprio in questi mesi è in corso un importante progetto di ampliamento verso nord: grazie a un investimento della Regione Marche, verrà realizzato un ponte ciclopedonale sulla foce del torrente Menocchia, consentendo di prolungare il percorso e rendere accessibile un tratto di litorale oggi poco fruibile. Questo intervento permetterà di collegarsi facilmente anche ai centri a nord, come Massignano, e poi ai comuni della provincia di Fermo, fino a Porto San Giorgio e oltre. Si tratta di un’opera molto attesa, che arricchirà ulteriormente l’offerta del territorio e offrirà nuove opportunità a chi ama vivere il paesaggio in modo lento e sostenibile.

Tra le linee strategiche che stiamo sviluppando in ambito turistico c’è sicuramente anche l’utilizzo del linguaggio cinematografico come strumento di promozione del territorio. Il 16 aprile uscirà nelle sale un film girato in gran parte a Cupra Marittima. Si intitola “Lo chiamava Rock & Roll”, un progetto ispirato a una storia vera che affronta il tema della disabilità. Il protagonista è proprio la persona a cui si ispira la vicenda, che ha partecipato anche alle riprese, rendendo il racconto ancora più autentico. Il film è stato girato tra Cupra Marittima e Ancona, ma per noi è stato soprattutto un grande progetto di comunità. Il Comune ha contribuito inizialmente con fondi ottenuti attraverso un bando ministeriale per la valorizzazione turistica, e poi si è attivata tutta la cittadinanza: durante le settimane di riprese, la troupe e il cast del film sono stati ospitati da strutture ricettive, chalet e ristoranti del territorio, mentre molti cittadini hanno partecipato come comparse.

È stata un’esperienza collettiva che ci ha unito e di cui siamo molto orgogliosi. Il progetto è nato perché la produzione cercava una località costiera con la Bandiera Lilla, quindi un territorio attento all’accessibilità e all’abbattimento delle barriere architettoniche: un aspetto su cui abbiamo investito molto e che rappresenta un elemento distintivo della nostra offerta. Crediamo fortemente nel valore del cinema come leva di promozione turistica: altre realtà hanno dimostrato quanto possa essere efficace.

Il turismo rappresenta senza dubbio il principale motore economico del territorio – pur non essendo l’unico – e ha un impatto importante su tutto l’indotto. Per questo lavoriamo non solo per incrementare i flussi, ma anche per destagionalizzare l’offerta, altro obiettivo fondamentale del nostro programma. In questa direzione, è sempre più importante puntare sulla qualità dei servizi. Oggi il turista è attento, informato, abituato a confrontare esperienze diverse: anche nei piccoli centri le aspettative sono alte. Proprio per questo stiamo lavorando, insieme agli operatori privati, per costruire un’offerta sempre più curata e competitiva.

Rivolgiamo l’attenzione ai più giovani. Ci sono progetti o attività culturali che state portando avanti per loro?

Abbiamo riattivato la Consulta giovanile, uno strumento che riteniamo importante per essere un ponte tra i giovani e l’amministrazione. Permette ai ragazzi di incontrarsi, confrontarsi e portare all’attenzione del Comune idee, esigenze e problematiche. Ora hanno a disposizione anche uno spazio pubblico dove ritrovarsi e organizzare le proprie attività. Non è semplice oggi coinvolgere i giovani in modo continuativo: molti studiano fuori, altri lavorano, e ciò rende più difficile creare una partecipazione stabile. Proprio per questo il nostro impegno è quello di offrire opportunità, spazi e ascolto, lasciando che siano anche loro a indicare bisogni e possibili soluzioni. L’obiettivo è costruire un dialogo reale, che permetta ai giovani di sentirsi parte attiva della comunità. In prospettiva, il traguardo più importante è riuscire a creare le condizioni affinché i ragazzi possano scegliere di restare, di realizzarsi nel proprio territorio. Per farlo, è fondamentale mantenere vivo questo rapporto: il dialogo va alimentato costantemente, proprio come una fiamma.

Qual è l’aspetto di Cupra Marittima a cui lei, come sindaco, è particolarmente legato o tiene di più?

Mi rende particolarmente orgoglioso il fatto che persone che non ci conoscono scelgano il nostro territorio per trascorrere le loro vacanze. Significa che decidono di vivere qui i momenti più importanti dell’anno: quelli dedicati a sé stessi, alla famiglia, agli affetti. E questo per noi ha un grande valore. Durante l’estate, infatti, la nostra comunità si trasforma: dai circa 5.400 abitanti del periodo invernale arriviamo a circa 300.000 presenze. A livello regionale siamo tra le prime dieci destinazioni, mentre in ambito provinciale veniamo subito dopo San Benedetto del Tronto. Questa convivenza tra residenti e turisti è uno degli elementi più belli: conoscersi, incontrarsi, vivere insieme il territorio crea un senso di comunità allargata che, secondo me, è davvero prezioso.

È un risultato importante, che ci spinge a lavorare ancora di più, soprattutto per prolungare la stagione turistica e farci conoscere sempre meglio. Perché chi scopre Cupra Marittima, spesso, se ne innamora. E dobbiamo continuare a puntare su ciò che ci rende unici, senza inseguire un turismo di massa. La nostra forza sta nella qualità e nell’identità del territorio: passeggiando sul lungomare si può vedere il mare senza barriere visive e basta voltarsi verso ovest per ammirare le colline verdi che fanno da cornice.

Intervista a cura di Sara Stangoni


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