INTERVISTE DAI COMUNI: Luana Grasso, assessore alla cultura del Comune di Bovino (FG)

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17 Apr 23 INTERVISTE DAI COMUNI: Luana Grasso, assessore alla cultura del Comune di Bovino (FG)

Luana Grasso è Assessore alla cultura del Comune di Bovino (FG) dal 2018.

Le abbiamo chiesto progetti, visioni e suggerimenti sulla sua città.

 

Su quale progetto culturale state lavorando per il Comune di Bovino?

Sono diversi i progetti che stiamo portando avanti con il Sindaco Vincenzo Nunno per valorizzare al meglio tutte le nostre risorse culturali e ambientali, sulle quali l’Amministrazione ha particolarmente incentrato la sua politica in questi cinque anni. Bovino è un borgo pugliese in una zona collinare della provincia di Foggia, nelle aree interne più grandi d’Italia. Si tratta di un territorio di 29 comuni di importanza strategica storico-culturale, Bovino in particolare si trova a metà strada esatta tra Napoli e Bari. È stata quindi da sempre una zona di sosta obbligata per viandanti, mercanti e pellegrini e centro di interscambio culturale nei Monti Dauni. La storia del nostro paese parte appunto da molto lontano come raccontano i nostri musei, ben quattro strutture per soli 3000 abitanti che accolgono molti visitatori ogni anno: il museo civico, il museo della civiltà contadina, il museo diocesano e il museo delle armi, tra i tre più importanti d’Europa con una collezione di oltre 700 pezzi di armi antiche e moderne donate da un nostro cittadino. Nel museo civico sono conservate le stele antropomorfe, testimonianze del vissuto daunio risalente al terzo millennio a.C. Tra gli obiettivi che stiamo portando avanti c’è proprio quello di ottenere il riconoscimento di Bovino come Città delle stele.

Parlando di progetti culturali, teniamo in modo particolare alla riqualificazione del Castello Ducale, residenza acquistata in comodato d’uso dal Comune per 50 anni, che nella nostra visione di promozione territoriale riteniamo possa essere il principale attrattore turistico di Bovino. Vorremmo che diventasse un centro culturale per i Monti Dauni. Grazie ad un finanziamento della Regione Puglia di circa 1,7 milioni di euro, abbiamo già riqualificato un’ala del Castello in cui è nata una Biblioteca di comunità, appena inaugurata e di cui vado particolarmente orgogliosa. Ci ha permesso di riordinare i 6000 testi della nostra biblioteca con l’aggiunta di altre pubblicazioni riferite al nostro territorio di molti autori, anche contemporanei. Mi hanno contattato da tutta Italia per poter far parte di questa “comunità”, in piena condivisione come deve essere la cultura. Alcuni di loro sono originari di Bovino o hanno vissuto qui la loro infanzia o momenti importanti della vita. Conoscerli e accogliere i loro libri è stata davvero un’esperienza toccante e coinvolgente. Tra l’altro stiamo proprio puntando sul cosiddetto “turismo delle radici”, in collaborazione con l’Università Aldo Moro di Bari, proprio per rafforzare la consapevolezza di un’identità molto forte soprattutto per le aree interne. Oggi la biblioteca è molto frequentata in particolare dai giovani, che trovano qui un luogo dove non solo leggere o studiare ma anche ritrovarsi.

Sono fiera poi di segnalare che Bovino è capofila della nascita del primo parco letterario di Puglia, costituito ufficialmente nel giugno 2022. È intitolato alla scrittrice Mariateresa Di Lascia, natia di Rocchetta Sant’Antonio e vincitrice del Premio Strega post mortem nel 1995 con il romanzo “Passaggio in ombra”. Il parco valorizzerà il territorio di nascita degli autori attraverso la loro conoscenza. Ogni comune sta decidendo a chi intitolare il proprio parco letterario: a Bovino abbiamo scelto lo scrittore e giurista Gabriele Consiglio. Il sindaco Nunno ha creduto molto anche in questo progetto, manifestando ancora una volta tutto il suo sostegno verso l’assessorato alla cultura, di cui lo ringrazio particolarmente. Il parco letterario coinvolge dieci comuni del circondario e il sindaco di Bovino è presidente di questa unione. Abbiamo ricevuto già molte attestazioni di stima, ora attendiamo che escano dei bandi per la valorizzazione di questo patrimonio materiale e immateriale dei nostri borghi.

 

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Parliamo ora di Bovino come “meta non comune”: quali sono le tre cose assolutamente da fare e vedere secondo lei?

Individuarne solo tre non è semplice, anzi quasi impossibile. Siamo un paese piccolo, ma con una ricchezza di cose da scoprire. Non a caso Bovino vanta tre riconoscimenti: Borgo più bello d’Italia, Bandiera arancione del TCI e “Città d’arte e ad economia prevalentemente turistica”.

La visita di Bovino inizia sicuramente dal centro storico, composto da cinque rioni di ampie dimensioni e conservati splendidamente. A caratterizzarlo sono costruzioni in pietra e palazzi signorili, con 800 portali in pietra che identificano il mestiere o la famiglia dei proprietari. Un vero tesoro nascosto è la Bovino sotterranea romana con la Gola d’Ercole, un’antica cisterna romana con un pozzo, e le Cantine Cerrato, vero monumento archeologico. A Bovino inoltre è visitabile un molino ad acqua del 1800 ancora funzionante, una tradizione tramandata di generazione in generazione: il “Moleno d’acqua del ponte”. Non tutti sanno, poi, che Bovino vanta la prima accademia al mondo di rasatura barba e affilatura rasoi, il Barber Shop Scapicchio, nato nel 1820. Oggi è riferimento mondiali per corsi di barbieria e anche questa è un’esperienza che permette un vero salto nel tempo.

Altro suggerimento sono le bellezze naturalistiche di Bovino, circondato da una splendida valle verde che si colora a seconda delle stagioni, come di giallo con le ginestre o di lilla con l’albero di Giuda. È incantevole percorrere la strada che dallo scalo di Bovino porta in collina oppure attraversare i sentieri storici che stiamo riqualificando (ad es. il Regio Tratturello), da godere con passeggiate e trekking in varie modalità.

Imperdibili, infine, i piatti tipici della nostra gastronomia: il soffritto di maiale presidio Slow Food stemperato con i peperoni pugliesi sott’aceto e in aggiunta le nostre olive sotto sale; il caciocavallo e la cacioricotta pugliese di latte di capra, prodotti d’eccellenza della tradizione tramandati di padre in figlio nei caseifici locali, ancora oggi molto attivi e gestiti da ragazzi giovani.

 

Rivolgiamo l’attenzione ai giovanissimi. C’è un progetto culturale che state portando avanti o vorrebbe realizzare per le generazioni future del suo Comune?

Bovino è destinataria della linea B della misura specifica del PNRR relativa alla Rigenerazione Culturale e Sociale dei piccoli borghi. Abbiamo avuto un finanziamento di 1,6 milioni di euro che abbiamo concentrato in un’altra ala del Castello Ducale per il progetto “Semi nel vento”: ossia seminare oggi per lasciare alle generazioni future. È prevista la valorizzazione della nostra arte, artigianato e musica con l’apertura di laboratori stabili. Riusciremo così a far diventare il nostro Castello il centro nevralgico della vita culturale e sociale, soprattutto per i giovani e la loro crescita. Stiamo sensibilizzando molto sul territorio la collaborazione tra ente pubblico e privato, per creare una gestione di servizi e beni attraverso una cooperativa di comunità in mano al mondo giovanile, certamente accompagnata dalle generazioni con più esperienza.

Bovino è una cittadina in pieno fermento, con molte attività e voglia di farcela. Sono convinta che i prossimi anni saranno i più rigogliosi per Bovino. C’è un alto tasso di giovani che hanno voglia di restare, quindi vanno create le condizioni giuste perché possano costruire qui il loro futuro.

 

Qual è una delle ultime “mete” culturali che ha visitato? Una mostra, un museo, un borgo, un monumento storico o contemporaneo…

Sono andata alla scoperta più approfondita del territorio che circonda Bovino, perché ogni paese ha la sua peculiarità che merita una visita, come ad esempio la tradizione identitaria dei falò o gli eventi natalizi. Ho imparato a conoscerli meglio, così da poter costruire delle rete sinergiche ed avere più consapevolezza del territorio dei Monti Dauni.

Non è semplice fare rete, ma sono anni che come Amministrazione lavoriamo sulle sinergie, per far diventare i nostri territori una “meta non comune” di importanza turistica. Proprio per questo proponiamo i progetti in rete oppure colleghiamo quelli individuali, per diventare ancora più attrattivi. Godiamo infatti di aria salubre, di bellezze naturalistiche, di storia, cultura e tradizioni. Abbiamo un’accoglienza sincera e fatta di relazioni tipiche dei piccoli borghi, un valore aggiunto fortissimo e particolarmente apprezzato. Visitare un museo oppure fermarsi davanti ad un panificio, incontrare i cittadini e scambiare delle parole o chiedere informazioni: fa tutto parte della nostra cultura.

 

Se dovesse tornare nella città di Bovino dopo 10 anni di assenza, quale cosa vorrebbe vedere realizzata?

Mi immagino i beni culturali materiali e immateriali di Bovino gestiti dai giovani, con quella cooperativa di comunità di cui parlavo. Guardo molto lontano, perché si deve puntare ad una visione unica che unisca tutti gli aspetti di un borgo unico come il nostro. È bello e stimolante quanto sentiamo tantissimi turisti che ci dicono “qui da voi ci siamo rigenerati”.

 

 

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