INTERVISTE DAI COMUNI: Manuel Lorenzo Ricevuto, assessore al turismo di Frazzanò

Pubblicato in Interviste, News

15 Giu 26 INTERVISTE DAI COMUNI: Manuel Lorenzo Ricevuto, assessore al turismo di Frazzanò

Frazzanò è un piccolo comune siciliano ricco di storia. Qual è assessore, secondo lei, l’atmosfera che colpisce chi arriva nel vostro territorio?

Frazzanò è un piccolo borgo di circa 500 abitanti che, come molti paesi del Sud Italia e della Sicilia, ha vissuto negli ultimi decenni il fenomeno dello spopolamento dovuto alla carenza di opportunità lavorative. Tuttavia, proprio come accade in molti centri minori, il turismo rappresenta oggi una risorsa importante per valorizzarne le peculiarità.

Chi arriva a Frazzanò percepisce immediatamente la lentezza del vivere e l’autenticità di un luogo immerso nella natura. Il borgo è circondato da boschi e montagne che offrono numerose possibilità agli amanti dell’escursionismo, del trekking e delle passeggiate all’aria aperta.

Accanto al patrimonio naturalistico, Frazzanò custodisce una storia profondamente legata al periodo normanno in Sicilia. Il celebre Monastero di San Filippo di Fragalà, infatti, fu fondato dal Gran Conte Ruggero I e rappresenta una testimonianza fondamentale della presenza normanna nell’isola. Anche le chiese del paese sono strettamente collegate alle figure di Ruggero e della contessa Adelasia. Per questo motivo il borgo riesce a offrire un’esperienza completa, capace di unire l’interesse per la natura a quello per la storia e la cultura medievale, un connubio non sempre scontato in una realtà di così piccole dimensioni.

Scopriamo il vostro borgo. Entrando a Frazzanò, cosa consiglia assolutamente di visitare?

La prima tappa che consiglio è il Monastero di San Filippo di Fragalà. Si tratta di un luogo dalla storia millenaria, sorto su un antico cenobio risalente al 495 d.C. e successivamente ampliato nel 1090 da Ruggero I. Secondo la tradizione, il primo nucleo monastico sarebbe stato fondato da San Calogero di Calcedonia, uno dei santi più venerati in Sicilia, giunto nell’isola intorno al V secolo per diffondere il cristianesimo. Quando i Normanni sbarcarono in Sicilia, i monaci di rito greco-bizantino che abitavano il cenobio chiesero protezione al Gran Conte Ruggero contro le molestie perpretate dagli arabi che interessavano il territorio.

La tradizione popolare racconta anche un episodio suggestivo legato alla fondazione dell’attuale monastero: Adelasia del Vasto, moglie di Ruggero I, avrebbe pregato San Filippo di Agira affinché guarisse il figlio da un dolore all’orecchio. Il miracolo si sarebbe compiuto e un bruco uscito dall’orecchio del bambino avrebbe tracciato il perimetro dell’attuale complesso monastico. Oggi il monastero può essere visitato con l’accompagnamento delle brave guide Antonio e Salvina, che raccontano ai visitatori storia, curiosità e leggende di questo luogo straordinario.

La seconda tappa è la Chiesa Madre di Maria Santissima Annunziata. Anche la sua fondazione è legata alla figura di Adelasia, che avrebbe promesso di edificare una chiesa in onore della Vergine dopo essere sopravvissuta a una violenta tempesta durante il suo ritorno in Sicilia. All’interno si conserva una preziosa statua marmorea della scuola gaginiana, realizzata intorno alla metà del Cinquecento come voto della popolazione per la fine di un’epidemia di peste. Tra i tesori più importanti spicca inoltre il celebre Reliquiario di Fragalà, che custodisce numerose reliquie provenienti da diverse zone della Sicilia e conservate qui nei secoli grazie alla protezione garantita dal monastero.

La terza tappa è la Chiesa di San Lorenzo, dedicata al patrono del paese. Frazzanò può vantare un privilegio raro: San Lorenzo nacque e morì proprio qui. Nella chiesa sono custodite importanti testimonianze della sua devozione, tra cui l’imponente altare maggiore, la statua processionale, un pregevole fercolo barocco realizzato da artigiani locali verso la fine del XVII secolo ed un reliquiario argenteo dove sono custodite le reliquie.

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Con Maggioli Cultura e Turismo state sviluppando un nuovo progetto. Di cosa si tratta nello specifico?

Si tratta di un innovativo progetto museale basato su installazioni multimediali che permetteranno ai visitatori di approfondire la storia del Monastero di Fragalà attraverso strumenti interattivi. Il percorso sarà articolato in tre aree principali. La prima consentirà di conoscere la storia e le curiosità del monastero, attraverso contenuti audiovisivi e video informativi.

La seconda area sarà dedicata alle pergamene del Tabulario di Fragalà. Grazie al lavoro di studiosi locali, in particolare della dottoressa Shara Pirrotti, è stato possibile tradurre e studiare numerosi documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Palermo. I visitatori potranno consultare digitalmente le 25 pergamene più significative tra le 97 attualmente note. Tra queste spiccano il Testamento di Gregorio, primo abate del monastero, datato 1105, e il celebre Mandato di Adelasia, considerato uno dei più antichi documenti scritti su carta d’Europa, redatto in greco e arabo.

La terza area sarà dedicata, invece, ai personaggi più illustri legati al monastero ed al Reliquiario di Fragalà. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di infografiche e linee del tempo che accompagneranno il visitatore lungo le principali tappe storiche del monastero, dalla fondazione fino al 1866, anno in cui i beni ecclesiastici passarono allo Stato italiano.

In termini turistici, ci sono progettualità in corso per i visitatori oppure obiettivi che vi siete posti?

Frazzanò punta a valorizzare due elementi fondamentali della propria identità: il patrimonio storico-culturale e quello naturalistico. In quest’ottica è stato recentemente realizzato un percorso escursionistico che conduce alle cosiddette Grotte Colonne, un suggestivo complesso naturale situato a valle del centro abitato. All’interno delle grotte si sono formate nel tempo stalattiti e stalagmiti che, unendosi, hanno creato spettacolari colonne naturali dalle forme particolarmente suggestive. Per raggiungerle è necessario affrontare un percorso impegnativo, pensato soprattutto per gli amanti del trekking e delle escursioni in natura. Si tratta di un’esperienza che arricchisce ulteriormente l’offerta turistica del territorio, offrendo ai visitatori un contatto diretto con uno degli angoli più affascinanti dei Nebrodi.

Quali appuntamenti culturali ci sono da mettere in agenda per questa estate?

Tra gli appuntamenti più attesi dell’estate frazzanese c’è sicuramente il Frazzanò Folk Fest, in programma dal 17 al 19 luglio. Per tre giorni porterà nel borgo artisti e gruppi musicali provenienti anche dall’estero, accanto a numerose realtà locali. Il filo conduttore dell’evento è la valorizzazione della musica popolare siciliana, proposta sia nelle sue forme più tradizionali sia attraverso contaminazioni contemporanee e nuove sperimentazioni artistiche.

Un altro momento particolarmente significativo sono le celebrazioni dedicate al nostro patrono, San Lorenzo da Frazzanò (da non confondere con San Lorenzo Martire pur essendo festeggiati lo stesso giorno), che si svolgono l’8, 9 e 10 agosto. Tra i momenti più suggestivi c’è il tradizionale pellegrinaggio-processione che collega il centro abitato al Monastero di Fragalà, lungo un percorso di circa sette chilometri immerso nei paesaggi dei Nebrodi. Si tratta di una vera e propria esperienza collettiva che unisce fede, storia e identità territoriale. Durante il cammino si raggiungono punti panoramici straordinari dai quali è possibile ammirare ampi tratti della costa settentrionale siciliana, fino a scorgere Cefalù e, nelle giornate più limpide, le Isole Eolie. Il tramonto rende l’esperienza particolarmente emozionante.

La tradizione affonda le sue radici nel XII secolo: dopo la morte di San Lorenzo, avvenuta nel 1162, nacque una disputa tra i monaci di Fragalà e gli abitanti di Frazzanò sulla custodia delle sue reliquie. Per trovare un accordo, le reliquie furono divise: il cranio fu trasferito al monastero, mentre il corpo rimase nel paese. Dal 1163 gli abitanti iniziarono a percorrere ogni anno questo cammino per giungere a Fragalà, prendere in custodia il cranio e traslarlo in paese, per ricongiungere simbolicamente le reliquie del santo il giorno deila festa. Ancora oggi la processione rievoca quella tradizione secolare, rappresentando uno dei momenti più identitari e coinvolgenti della vita comunitaria.

Frazzanò custodisce tradizioni molto radicate. Quanto conta oggi il legame tra comunità, cultura e territorio?

A Frazzanò continua a essere fortissimo. Gran parte dell’identità collettiva del borgo si è sviluppata, come raccontato, attorno al Monastero di Fragalà e alla figura di San Lorenzo, elementi che ancora oggi rappresentano punti di riferimento per la popolazione. Le tradizioni religiose, le feste patronali e le celebrazioni storiche non sono soltanto occasioni di devozione, ma momenti nei quali la comunità rinnova il proprio senso di appartenenza e trasmette alle nuove generazioni la memoria del territorio. Il patrimonio culturale non viene percepito come qualcosa di distante o relegato al passato, ma come una presenza viva che continua a influenzare la vita quotidiana del paese. È proprio questa continuità tra storia e presente a rendere Frazzanò un luogo autentico, capace di conservare e valorizzare la propria identità.

C’è un aspetto di Frazzanò che, assessore, sente particolarmente rappresentativo per lei dell’identità del borgo?

Il mio pensiero va immediatamente al Monastero di Fragalà. Per me non è soltanto un monumento storico, ma un vero e proprio luogo del cuore. Fin da bambino ho vissuto le tradizioni legate a questo posto attraverso i racconti di mia nonna, che accompagnandomi alla processione del 9 agosto (citata in precedenza) mi trasmetteva le storie popolari legate a San Lorenzo e alla vita del paese. Mi sento profondamente legato anche alla figura di San Lorenzo, non soltanto come santo patrono, ma come personaggio storico che ha segnato in maniera determinante la vicenda della nostra comunità. Il Monastero e San Lorenzo rappresentano, per molti di noi, il filo che unisce passato e presente. Sono simboli che raccontano la nostra storia, le nostre radici e il senso di appartenenza a questa terra.

È un legame, quindi, che sento molto forte e che continua a rinnovarsi ogni giorno, anche semplicemente osservando il paesaggio che circonda il borgo e che accompagna la vita quotidiana di chi vive qui.

Monastero di San Filippo di Fragalà

Intervista a cura di Sara Stangoni


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