INTERVISTE DAI COMUNI: Maura Nataloni, Assessore alla Bellezza del Comune di Fabriano

Pubblicato in Interviste, News

15 Ott 23 INTERVISTE DAI COMUNI: Maura Nataloni, Assessore alla Bellezza del Comune di Fabriano

Maura Nataloni è Assessore alla Bellezza, con deleghe alla Cultura, del Comune di Fabriano dal 2022.

Le abbiamo chiesto progetti, visioni e suggerimenti sulla sua città.

Assessore Nataloni, su quale progetto culturale state lavorando per il Comune di Fabriano?

Potrei sintetizzare il nostro progetto culturale con il titolo dell’evento che abbiamo appena realizzato, “Fabriano Carta è Cultura”, pensato per stimolare consapevolezza ed innovazione. Esprime la volontà di rinascere, di stimolare idee per far ripartire la comunità, di immaginare il futuro attraverso la cultura, che è in primo luogo coscienza delle proprie radici. L’elemento portante è la carta, vera identità della città ed espressione della sua unicità a partire dal XIII secolo, segno di sapere e creatività. L’attività della carta, protagonista nei secoli per il suo prestigio, ha generato sviluppo e si è accompagnata ad una importante fioritura artistica, testimoniata dalla ricchezza del nostro patrimonio storico ed artistico.

La tradizione cartaria e la modernità artigiana e industriale è valsa a Fabriano il riconoscimento di città creativa Unesco nel 2013. La connessione con la rete Città Creative Unesco stimola a rinnovare la tradizione attraverso l’apertura alle nuove tecnologie digitali e alla sostenibilità. Tra gli obiettivi perseguiti da Unesco, c’è il sostegno della cultura e della creatività come elementi strategici per uno sviluppo urbano sostenibile e inclusivo. La carta può interpretare in maniera efficacissima questa finalità.

Tra i temi di impegno deve esserci pertanto la sfida di fornire risposte, con intelligenza, cultura e creatività, mediante modelli di rigenerazione urbana degli spazi pubblici e di ricostruzione della coesione di comunità sempre più frammentate. Il patrimonio culturale va interpretato come asset strategico per poter costruire un progetto di sviluppo attraverso il riferimento identitario in grado di rafforzare il radicamento territoriale. La cultura non deve essere pensata in forma statica, identificata soltanto nel patrimonio materiale ed immateriale del passato che deve certamente essere conservato e valorizzato, ma anche come un insieme di idee, forme e valori che costantemente si alimenta e si arricchisce attraverso pratiche individuali e collettive, che accrescono e migliorano la coesione ed il benessere sociale. La rigenerazione delle comunità e delle città passa sempre di più dalla capacità di introdurre idee che diventano progetti.

In questa ottica ci apriamo anche alle forme dell’arte contemporanea, attraverso la quale l’intervento artistico diventa profondo stimolo all’innovazione. Fabriano è attualmente sede della prima edizione di Fabriano Contemporanea, una mostra biennale di arte contemporanea che si concluderà a febbraio 2024. Questa è molto più di una semplice esposizione di opere d’arte: è un ponte che collega passato e presente, un luogo in cui tradizione e sperimentazione si fondono in un abbraccio creativo, la proiezione verso il futuro a partire dal nostro patrimonio storico, artistico e culturale.

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Parliamo ora di Fabriano come “meta non comune”: quali sono le tre cose assolutamente da fare o da vedere, secondo lei, per chi visita la vostra città?

La prima meta non comune di Fabriano è assolutamente il Museo della Carta e della Filigrana, dove i Mastri cartai continuano ad eseguire ogni giorno il processo di fabbricazione della Carta a mano e nei laboratori è anche possibile eseguire una visita esperienziale. Il Museo è di notevole interesse storico ed unico anche per il prezioso archivio delle più antiche Filigrane che hanno avuto origine a Fabriano. L’importante patrimonio di beni archivistici, storici ed archeologici, legati all’attività cartaria nei secoli, si completa con il prestigioso archivio delle Cartiere Miliani, curato dalla Fondazione Fedrigoni, che comprende strumenti e macchinari di rilevante importanza, forme per la produzione di carta a mano, fotografie storiche, una biblioteca con circa 3.000 volumi ed una grande raccolta di Filigrane denominata ‘Corpus chartarum Fabriano’, con esemplari antichissimi a partire dal 1293. A questa si unisce una preziosa raccolta di 2213 Filigrane denominate “carte fabrianesi” datate dal 1267 al 1798, tanto ambita da tutti gli studiosi del mondo, inviata all’Esposizione Universale Internazionale di Parigi del 1900 e definita in quella sede unica al mondo. Credo tuttavia che dobbiamo considerare integrato a questa meta il percorso di altri musei e siti culturali che attestano la storia della città:

– Pinacoteca Molajoli, che conserva una collezione storica che copre un arco temporale molto ampio, dalla metà del XIII al XVIII secolo, con un focus particolare sul Trecento fabrianese e la scuola di Allegretto Nuzi. Dal 2015 fa parte della collezione anche “La Casa di Ester”, lascito testamentario di Ester Merloni alla Città di Fabriano, con una collezione dei maggiori avanguardisti della metà del XX secolo.

– Museo Guelfo, con ricca collezione di importanti artisti di arte contemporanea.

– Biblioteca Civica situata nel Complesso architettonico di San Francesco risalente alla fine del XIII secolo, nella piazza centrale di Fabriano, possiede un grande patrimonio archivistico di oltre 100.000 documenti, 7000 pergamene, la più antica dell’XI secolo.

– Oratorio della Carità, considerato La Cappella Sistina delle Marche, del XVI secolo con affreschi di Filippo Bellini.

– Teatro Gentile che rappresenta un simbolo per Fabriano, è un gioiello architettonico, apprezzato per la sua bellezza, eleganza e per una acustica eccellente, inaugurato nel 1884 con la rappresentazione dell’Aida.

La seconda meta non comune è ilPalio di San Giovanni Battista. Si svolge nella ricorrenza del patrono della città e si chiude con la sua principale manifestazione, la Sfida del Maglio. Il Palio rievoca il “secolo d’oro” di Fabriano, il Trecento, periodo in cui la città, con le sue manifatture e commerci, si afferma nel contesto socio-politico dell’epoca passando dalle primitive attività artigianali alla più solida economia corporativa delle Arti e ad un mirabile sviluppo nelle produzioni di carta, pellami, ceramica e ferro.

Terza meta non comune è l’insieme dei nostri piccoli borghi, da visitare anche perché inseriti in un ambiente naturalistico di non comune bellezza. Fabriano ha 57 frazioni che costituiscono una vera ricchezza per le loro tradizioni, costumi, storia. Alcuni di essi, gli antichi municipia romani di Tuficum o Attidium, rivestono interesse per i reperti e le emergenze archeologiche. Un borgo, Cacciano, ha raggiunto grande notorietà per i suoi murales. Ogni borgo ha caratteristiche peculiari tali da renderlo un’attrattiva meta turistica, anche per le tipicità enogastronomiche.

Mi auguro che meta non comune possa diventare l’evento Fabriano Carta è Cultura, quest’anno edizione zero, ma di cui l’Amministrazione comunale intende fare un appuntamento annuale per il riscontro di pubblico avuto e per la grande soddisfazione che ha suscitato.

Rivolgiamo l’attenzione ai giovanissimi. C’è un progetto culturale che state portando avanti a Fabriano, oppure che vorrebbe realizzare, per le generazioni future?

Riteniamo di dover rivolgere massima attenzione alla formazione e alla educazione dei giovani. Pertanto sosteniamo ed affianchiamo le attività dei diversi cicli scolastici, dalla scuola primaria fino alla secondaria di secondo livello con diverse iniziative. Ce ne sono diverse in corso ed alcune in programma tra le più immediate: un concorso che si svolgerà ad ottobre, destinato alle ultime classi degli Istituti secondari, nell’ambito della XXVII edizione del Premio Gentile che si svolge a Fabriano sul tema Per la Terra, l’unica terra che abbiamo. Gli studenti debbono presentare un elaborato (testo, immagine o video) basato sul titolo “L’ambiente che vorrei”. Il tema della crisi ambientale e dei profondi mutamenti climatici stimola la riflessione e la sensibilità dei giovani studenti.

Inoltre abbiamo organizzato la visione del film premiato a Venezia Io Capitano di Matteo Garrone, con presenza del regista, in occasione della Giornata del Rifugiato del 3 ottobre. Intendiamo coinvolgere i giovani anche nella Celebrazione del 75esimo anniversario dall’entrata in vigore della nostra Costituzione, con interlocutori di rilevo nazionale. 

La Festa di Scienza e Filosofia, nella prossima primavera, si terrà anche a Fabriano in collaborazione con il Laboratorio di Scienze Sperimentali di Foligno. È una occasione importante di promozione e diffusione della cultura scientifica nei confronti della popolazione in genere, ma con particolare attenzione verso il mondo della scuola. L’evento è accompagnato durante l’anno da attività̀ didattiche, di ricerca scientifica e tecnologica con supporto ai programmi delle scuole del territorio. Analogamente stiamo partecipando a bandi che promuovono l’educazione ambientale e l’economia circolare, in collaborazione con Università e mondo della scuola.

Qual è, Assessore, una delle ultime “mete” culturali/turistiche che ha visitato? Un borgo, un’attrazione turistica, una mostra, un monumento storico o contemporaneo…

Ho partecipato al Salone Internazionale del Libro di Torino, nello spazio della Regione Marche, nel maggio 2023, dove abbiamo illustrato il nostro evento Fabriano Carta è Cultura, che si è svolto a Fabriano dal 7 al 10 settembre. In quella sede abbiamo anche presentato l’edizione anastatica di “Allegretto Nuzi, pittore fabrianese”, opera di Fernanda Romagnoli (1927), che costituisce la prima pubblicazione sul pittore che continua ad essere ancora oggi oggetto di studi e approfondimenti.

Se dovesse tornare nella città di Fabriano dopo 10 anni di assenza, quale sarebbe la prima cosa che vorrebbe sicuramente rivedere o fare?

Vorrei vedere realizzati tutti i progetti che abbiamo iniziato, alcuni a lungo termine che richiederanno necessariamente tempi più lunghi per la loro conclusione. Un sogno, ma spero non lo sia: vedere compiuta la Cittadella della Creatività nella sede della vecchia Cartiera, con il Museo della Carta e della Filigrana rigenerato, il riallestimento funzionale degli spazi espositivi e informativi, la dotazione di sistemi multimediali e di strumenti digitali per la divulgazione del patrimonio materiale e immateriale. Un complesso disegno che abbraccia anche percorsi storico-ambientali sulla Carta, come quello del Parco del fiume Giano e del Ponte San Lorenzo, e altri contenitori culturali che stiamo recuperando come San Domenico, Sant’Agostino e annesso Oratorio dei Beati Becchetti, con le loro tracce della cultura gotico-medievale. Insomma, la rivisitazione logistico-funzionale e l’innovazione digitale della ricca articolazione museale della nostra città, le cui potenzialità sono ancora in larga parte inespresse.


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