INTERVISTE FUORI DAL COMUNE: ANTONELLA PINNA, Dirigente Servizio Valorizzazione risorse culturali musei, archivi e biblioteche Regione Umbria

Pubblicato in Interviste, News

15 Mag 23 INTERVISTE FUORI DAL COMUNE: ANTONELLA PINNA, Dirigente Servizio Valorizzazione risorse culturali musei, archivi e biblioteche Regione Umbria

Dal 1993 ad oggi, Antonella Pinna all’interno dell’amministrazione regionale ha seguito la formazione e la valorizzazione del Sistema museale regionale, del sistema degli ecomusei e numerosi progetti per la salvaguardia, la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale. Ha curato e coordinato il sistema informativo e documentario integrato dei luoghi della cultura, beni culturali e OPAC librario della Regione Umbria. Ha fatto parte di diversi gruppi di lavoro paritetici tra Regioni e Ministero della Cultura sulla qualificazione dei musei italiani ed è membro del Direttivo nazionale di Icom Italia. È membro del Comitato scientifico della Galleria Nazionale dell’Umbria e della Fondazione Musei senesi.

Le abbiamo chiesto la sua visione e i progetti in corso per le risorse culturali della Regione Umbria.

Dott.ssa Pinna, come può evolvere il Sistema Museale dell’Umbria, tra i primi e i più riconosciuti a livello nazionale, alla luce della nuova definizione di museo definita dall’ICOM lo scorso 24 agosto 2022?

Il territorio umbro è ricco di storia e tutte le città umbre offrono un ricco patrimonio di luoghi della cultura da visitare: musei, biblioteche, siti archeologici, palazzi storici, rocche, ville e castelli, chiese e monasteri. Al di là della varietà tipologica delle collezioni, anche in Umbria oggi i musei sfuggono sempre più alle gabbie ristrette di una connotazione specifica come era definita dalla museologia classica. Si stanno affermando forme ibride, che dovranno trovare una rappresentazione a livello nazionale. Penso ai musei universitari, che conservano spesso collezioni particolarmente rilevanti, o agli Ecomusei. Lo stesso vale per monumenti o chiese che sono diventati attrattori per le loro caratteristiche o contenitori d’arte, offrendo esperienze di visita che transitano dall’esperienza museale a quella della testimonianza di storia e cultura del territorio umbro. Questo obiettivo rappresenta una sfida anche per il Sistema Museale dell’Umbria che, da una parte, recepisce le nuove direttive dell’ICOM, che seguono le tendenze museologiche internazionali, e dall’altra guarda avanti per essere sempre più inclusivo ed offrire, citando la definizione dell’ICOM, “esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze”.

Ci sono modelli o progetti culturali che la Regione Umbria sta sviluppando per i musei?

Negli ultimi anni, a causa delle riflessioni e necessità contingenti durante il periodo della pandemia, abbiamo sviluppato dei modelli di fruizione delle risorse culturali utili e vincenti, che si dimostrano tuttora validi. In particolare, è stata incentivata la creazione di reti museali nate direttamente dai territori. Nate prima in modo estemporaneo per elaborare materiali innovativi per il supporto alle visite in presenza e online, continuano a lavorare ancora insieme, a dimostrazione della validità di questo modello. Come Regione continueremo quindi con l’idea che la creazione di reti locali autodeterminate sia una buona strategia di valorizzazione e promozione regionale. Non abbiamo certamente abbandonato l’idea della realizzazione di una card unica regionale, su cui sono in atto progetti specifici. Ma sono sempre più necessarie misure “sartoriali” per creare aggregazione tra musei e altri luoghi della cultura, attraverso lo studio attento del pubblico di riferimento e l’elaborazione di strategie specifiche disegnate sui bisogni dei visitatori, che siano residenti o turisti.

In secondo luogo, continueremo a collegare le politiche dei musei a quelle del welfare culturale, in termini di accessibilità, creazione di benessere e declinazione di spazi, strumenti e mentalità verso l’inclusione. Va in questa direzione il bando “Musei e welfare culturale” 2022, mirato a coniugare cultura, arte e inclusione sociale, con il quale sono stati attivati contributi a imprese e associazioni per progetti di fruizione museale connessi alle esigenze delle famiglie e delle comunità con presenza di soggetti svantaggiati o in situazione di vulnerabilità. I risultati sono stati così significativi che pensiamo che la formula possa essere replicata. L’accessibilità del patrimonio, contro tutte le barriere non solo fisiche, è un tema a cui la Regione Umbria ha sempre posto particolare attenzione e continuerà a farlo anche la campagna di digitalizzazione prevista nei progetti PNRR. Sottolineo, infine, che da tempo è presente in rete il portale umbriacultura.it che permette di avere informazioni sui principali luoghi della cultura dell’Umbria (musei, siti archeologici, biblioteche, archivi storici…), oltre alla ricerca e consultazione delle pubblicazioni disponibili.

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Parlando di inclusione, è nato recentemente il progetto ‘Umbria Culture for Family’. Di cosa si tratta?

Èun progetto sperimentale della Regione Umbria finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia, che vuole rendere protagonista nel turismo family friendly il comparto della cultura, quindi “rendendo a misura di famiglie” sia i luoghi della cultura sia le varie manifestazioni culturali organizzate e promosse in Umbria. Oltre a promuovere l’aumento di servizi e strutture dedicate alle famiglie nei luoghi della cultura e all’interno delle manifestazioni culturali, ‘Umbria Culture for Family’ crea una rete di offerte family e kid friendly, nella vita quotidiana, nel tempo libero e in vacanza. Queste proposte sono consultabili nel portale dedicato al progetto: umbriacultureforfamily.it, dove sono presenti luoghi della cultura, itinerari e un programma di eventi culturali con appuntamenti dedicati al target di ragazzi, bambini, famiglie sia residenti che turisti.

La finalità del progetto Umbria Culture for Family’ è quello di mettere in evidenza questi luoghi, che hanno ottenuto uno speciale marchio di qualità secondo uno specifico disciplinare. Allo stesso tempo sono stati realizzati specifici moduli formativi per gli operatori del settore culturale e turistico, in modo da garantire servizi e offerte culturali in linea con le migliori esperienze nazionali e internazionali.

Montefalco, Complesso Museale di San Francesco

Ha un obiettivo che le piacerebbe realizzare nel suo incarico di dirigente?

Ritengo prima di tutto che sia sempre più importante guardare al patrimonio culturale regionale nel suo insieme. Il ruolo che ricopro, appunto legato alla valorizzazione complessiva delle risorse culturali musei, archivi e biblioteche, va in questa direzione che si esprime anche con la sigla “MAB”. Un obiettivo a cui tengo è incentivare in Umbria la creazione di imprese culturali e creative che possano generare sviluppo in questo settore. Abbiamo già attivato diverse misure per progetti legati al sistema culturale e dello spettacolo nel suo complesso, a sostegno delle politiche occupazionali in particolare dei giovani.

Intervista a cura di Sara Stangoni

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