INTERVISTE FUORI DAL COMUNE: Paola Mercurelli Salari, direttrice Palazzo Ducale Gubbio, Rocca Albornoz Spoleto e Tempietto sul Clitunno

Pubblicato in Interviste, News

23 Jan 23 INTERVISTE FUORI DAL COMUNE: Paola Mercurelli Salari, direttrice Palazzo Ducale Gubbio, Rocca Albornoz Spoleto e Tempietto sul Clitunno

Paola Mercurelli Salari è direttrice dal 2015 del Palazzo Ducale di Gubbio e dal 2017 della Rocca Albornoz-Museo nazionale del Ducato di Spoleto e del Tempietto sul Clitunno.

Le abbiamo chiesto progetti e visioni sui tre spazi museali.

 

Partiamo dal Palazzo Ducale di Gubbio. Su quale progetto culturale state lavorando per il 2023?

Stiamo completando un importante lavoro di rinnovamento delle narrazioni interne di Palazzo Ducale, con il nuovo piano espositivo che ha previsto un cambiamento di prospettiva, già avviato in occasione della recente mostra dedicata a Federico da Montefeltro. Al piano superiore sarà collocata la Pinacoteca, con una riorganizzazione delle opere in cui è superata l’idea del racconto per ordine cronologico e per scuole artistiche. La raccolta di Gubbio è estremamente eterogenea, pertanto le opere sono state ridistribuite nel soprallogge con riferimento all’ambiente eugubino e nelle sale per temi come la vita di Gesù, i Santi, la pittura di genere divisa in scene di battaglia, nature morte e paesaggi. Al piano nobile, invece, troveremo il racconto del Palazzo federiciano in cui si darà particolare risalto alla sua storia anche con le pagine più tristi come la dispersione degli arredi, cercando però di ricontestualizzare quelli oggi conosciuti e rintracciati in collezioni italiane e straniere con l’utilizzo di supporti multimediali. Altri approfondimenti saranno dedicati alla famiglia dei Montefeltro e all’araldica che contrassegna tutti gli ambienti del Palazzo.

Certamente un’attenzione particolare, nel progetto di riqualificazione, è stata prestata allo studiolo di Federico da Montefeltro, cuore del Palazzo, che si potrà scoprire nei dettagli attraverso il nuovo virtual tour. Consentirà di indagare tutti gli aspetti iconografici e iconologici di questo straordinario complesso ligneo, migrato purtroppo al Metropolitan Museum of Art di New York ma di cui il Palazzo Ducale ha una splendida riproposizione realizzata da artigiani eugubini.

Tutte la comunicazione è realizzata in doppia lingua, italiano e inglese, e in alcuni approfondimenti è previsto anche lo spagnolo. A breve presenteremo ufficialmente questo importante rinnovamento.

La Rocca Albornoz di Spoleto ha compiuto nel 2022 quarant’anni di recupero e valorizzazione. Con i nuovi progetti in corso guarda al futuro: cosa è previsto?

La Rocca sta avviando il completamento del lungo progetto di rinnovamento delle narrative interne attraverso una revisione di tutto il percorso museale e soprattutto l’apertura di nuovi spazi, rendendo fruibile entro fine anno la visita di quattro delle sei torri e dei camminamenti. I lavori per il nuovo percorso museale sono stati appaltati e partiranno a breve. La Rocca di Spoleto è stata oggetto di un importante piano strategico redatto dalla Fondazione Fitzcarraldo, che ha evidenziato, tra gli altri aspetti, anche l’opportunità di adibire alcuni spazi a funzioni e servizi ricettivi con caratteristiche non presenti nell’offerta turistica del territorio. In virtù di questo, sono iniziati anche i lavori di recupero delle palazzine ottocentesche: la ex sede delle guardie carcerarie ospiterà un ostello di design, mentre l’ex casa del direttore cinque suite di lusso con doppia veduta sulla Rocca e su Spoleto. Saranno entrambe affidate in gestione a privati.

Ritengo che la Rocca Albornoz di Spoleto con questa visione, con queste nuove opportunità e soprattutto con l’elevato numero di visitatori che annualmente registra, possa ambire in un futuro non lontano all’autonomia. Attualmente afferisce alla Direzione generale Musei Umbria per il Ministero della Cultura.

 

Il Tempietto sul Clitunno è inserito dal 2011 nella prestigiosa lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Che valore ha questo riconoscimento?

Il Tempietto sul Clitunno aderisce al sito seriale “I Longobardi in Italia: i luoghi del potere” gestito dall’Associazione “Italia Langobardorum”. Essere parte di questa Associazione significa poter usufruire dei particolari fondi della legge 77/2006, riservata proprio ai siti italiani Unesco. Ciò ha garantito al Tempietto di essere parte di importanti progetti di rete, tra cui quello dedicato alla realizzazione di modelli tridimensionali per non vedenti relativi ai luoghi di questo sito seriale. L’adesione alla rete permette inoltre di partecipare ad eventi fieristici promozionali di levatura nazionale. Per una realtà piccola come Campello sul Clitunno significa avere una vetrina unica, con importante ricaduta sul territorio. Il Comune, tra l’altro, sta ultimando i lavori per la creazione della nuova aula didattica e della biglietteria, allestite nella palazzina vicino al Tempietto. Ci tengo ad esprimere un plauso a Campello sul Clitunno quale Comune virtuoso: da due anni, per far fronte alla carenza di personale da parte del Ministero, si assume l’onere della gestione ordinaria del Tempietto, pur mantenendo il Ministero la direzione scientifica e la gestione dei grandi progetti culturali.

 

Dott.ssa Paola Mercurelli Salari, ci può indicare una particolarità assolutamente da sapere quando si visitano ognuno di questi tre luoghi culturali?

A Palazzo Ducale di Gubbio è indubbiamente imperdibile la replica dello studiolo ligneo di Federico da Montefeltro, opera d’arte eccezionale. Ma nella visita del Palazzo è significativo soffermarsi con attenzione sui tanti dettagli architettonici e scultorei di altissima levatura, opera della bottega di Ambrogio Barocci da Milano, lo stesso artista che ha realizzato anche tutte le sculture del Palazzo di Urbino come è stato riconosciuto dai recenti studi condotti in occasione della mostra dedicata nel 2022 al duca Federico per i 600 anni dalla sua nascita (avvenuta proprio a Gubbio nel 1422).

Nella Rocca Albornoz di Spoleto si resterà affascinati entrando nella Camera Pinta e ammirando tutti i dettagli di storia del costume e dell’architettura insieme con quelli naturalistici e paesaggistici.

Il Tempietto sul Clitunno, infine, è un monumento che incanta dall’esterno al primo sguardo, ma non va trascurato l’interno. Alle pareti sono conservati i più antichi affreschi a soggetto sacro riscontrati in Umbria, datati all’VIII secolo. Sulle mura si può notare una serie di graffiti: non sono altro che le firme e la testimonianza dei tanti pellegrini passati da Campello, percorrendo il cammino micaelitico verso il Santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano.

 

Intervista a cura di Sara Stangoni

 

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