Pubblicato in Dal mondo dei musei, News
13 Lug 26 Palazzo Collicola di Spoleto: inaugurato il nuovo allestimento della Galleria Carandente
Non una semplice riorganizzazione delle opere, ma un nuovo racconto della città attraverso l’arte contemporanea. È questo il cuore del riallestimento della Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente” di Palazzo Collicola, inaugurato il 27 giugno, che restituisce al pubblico una collezione permanente profondamente ripensata, capace di mettere al centro il rapporto unico che, nel Novecento e fino ai nostri giorni, ha legato Spoleto ad alcuni dei più grandi protagonisti dell’arte internazionale.
Curato da Saverio Verini, il nuovo percorso espositivo abbandona una lettura esclusivamente cronologica per costruire una narrazione fatta di luoghi, incontri, personalità e vicende che hanno trasformato la città umbra in uno dei principali laboratori dell’arte contemporanea italiana.
La collezione conserva opere di artisti come Alexander Calder, Leoncillo, Sol LeWitt, Beverly Pepper, Pino Pascali, David Smith, Anthony Caro, Alberto Burri, Carla Accardi e Pietro Consagra, ma il nuovo allestimento amplia significativamente il patrimonio grazie all’ingresso di opere provenienti dai depositi e a importanti comodati della famiglia Bonomo, di Intesa Sanpaolo, dell’Archivio Domenico Gnoli, della Fondazione Progetti Beverly Pepper e dell’Estate of Anna Mahler.
Una storia che parte da Spoleto
Il percorso si apre proprio con le radici locali. La prima sala è dedicata a Leoncillo Leonardi, nato a Spoleto nel 1915 e tra i maggiori protagonisti della scultura italiana del Novecento. Le opere raccontano l’evoluzione della sua ricerca, dalle esperienze figurative fino alla svolta informale, quando la ceramica diventa materia viva, incisa, lacerata e carica di tensione espressiva.
Accanto a Leoncillo trova spazio il racconto del Gruppo di Spoleto, formato da Giuseppe De Gregorio, Filippo Marignoli, Giannetto Orsini, Ugo Rambaldi, Piero Raspi e Bruno Toscano. Negli anni Cinquanta questi artisti contribuirono a fare della città uno dei centri più vitali dell’Informale italiano, dialogando con figure come Francesco Arcangeli e dando vita, insieme a Leoncillo, all’esperienza del Premio Spoleto.
__________________________________________________________________________
Desideri trasformare il tuo Comune
in una destinazione turistica?
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER “Mete non Comuni”.
Interviste, approfondimenti, strumenti, esempi virtuosi, opportunità.
RIMANI SEMPRE AGGIORNATO CON MAGGIOLI CULTURA > CLICCA QUI
__________________________________________________________________________
Da “Sculture nella città” alla nascita di un museo
Uno dei nuclei più significativi del riallestimento è dedicato alla storica mostra Sculture nella città del 1962, organizzata da Giovanni Carandente durante il Festival dei Due Mondi. L’esposizione, con oltre cento opere disseminate nel centro storico e più di cinquanta artisti internazionali coinvolti, rappresentò un momento rivoluzionario nel rapporto tra arte contemporanea e spazio pubblico, facendo di Spoleto un modello osservato a livello internazionale.
È proprio intorno alla figura di Carandente che ruota gran parte della nuova narrazione. Una sala raccoglie bozzetti, lettere, fotografie, caricature e documenti donati dal grande critico e storico dell’arte, restituendo il clima di straordinaria collaborazione che egli seppe costruire con gli artisti e che portò, negli anni, alla nascita della Galleria d’Arte Moderna che oggi porta il suo nome.
Calder, Pepper e LeWitt: quando Spoleto diventa internazionale
Il nuovo allestimento valorizza alcuni dei nuclei più importanti della collezione. Spicca quello dedicato ad Alexander Calder, che comprende gouache, mobiles, gioielli e sculture in filo di ferro donate dallo stesso Carandente. Si tratta del più importante nucleo museale dedicato all’artista americano presente in Italia. Ampio spazio è riservato anche a Beverly Pepper, protagonista della storica esperienza nelle acciaierie Italsider e unica donna invitata a partecipare a Sculture nella città. Da quell’esperienza spoletina prese avvio una carriera internazionale che avrebbe fatto della scultrice una pioniera della Land Art e della scultura in acciaio corten.
Una sala monografica racconta inoltre il lungo rapporto tra Sol LeWitt e Spoleto, iniziato nel 1971 grazie alla gallerista Marilena Bonomo. Oltre alle celebri strutture piramidali e alle opere su carta, il percorso ricorda i numerosi interventi permanenti lasciati dall’artista in città, compreso il celebre Wall Drawing n. 951 realizzato proprio a Palazzo Collicola.




Marilena Bonomo e gli artisti residenti
Tra le novità più interessanti figura l’omaggio a Marilena Bonomo, figura fondamentale per la diffusione dell’arte contemporanea a Spoleto. Negli anni Settanta la gallerista e il marito Lorenzo trasformarono la Torre Bonomo e l’eremo di Monteluco in luoghi di incontro e residenza per artisti internazionali, anticipando di fatto il modello delle artist residency oggi diffuso in tutto il mondo.
Roma, Burri e gli altri protagonisti del Novecento
Il nuovo percorso amplia lo sguardo anche alla scena artistica nazionale, dedicando sale all’arte romana del secondo dopoguerra, con artisti come Carla Accardi, Pietro Consagra, Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli ed Eliseo Mattiacci, e approfondendo la figura di Alberto Burri attraverso un importante nucleo grafico e documentario, che comprende anche opere dedicate a Giovanni Carandente. Seguono gli anni Ottanta della Scuola di San Lorenzo e una sala dedicata a Domenico Gnoli, artista profondamente legato a Spoleto, dove trascorse parte dell’infanzia e collaborò con il Festival dei Due Mondi come scenografo nel 1958.
Un museo che guarda al presente
Il percorso si conclude con una sezione dedicata agli artisti che ancora oggi vivono o lavorano a Spoleto e con una sala delle nuove acquisizioni. Tra queste figurano Abeceda di Jacopo Miliani, acquistata grazie al PAC 2024 del Ministero della Cultura, e la scultura in cera d’api di Bekhbaatar Enkhtur, donata al museo dopo la mostra La sostanza agitata del 2023. Ad accompagnare il visitatore sono nuovi apparati testuali, pensati con un linguaggio rigoroso ma accessibile, e sale tematiche che privilegiano il racconto rispetto alla semplice successione delle opere.
Il progetto è stato reso possibile anche grazie al sostegno di numerosi mecenati e imprese del territorio attraverso l’Art Bonus, tra cui Fondazione CaRiSpo, Associazione Amici di Palazzo Collicola, Monini, Coo.Be.C., Forti, La Lucente, Meccanotecnica Umbra, QFP, Tulli Acque Minerali, Urbani Tartufi e Lions Club Spoleto.
Con questo riallestimento Palazzo Collicola non presenta soltanto una collezione rinnovata: restituisce al pubblico la storia di una città che, attraverso incontri, intuizioni e grandi protagonisti, è riuscita a conquistare un posto di primo piano nella geografia internazionale dell’arte contemporanea.
Info per la visita > www.palazzocollicola.it
