LA TECNOLOGIA APPLICATA AL TURISMO: quali prodotti possono incidere sul pubblico e sulla fruizione?

Pubblicato in Attualità, News

09 Oct 22 LA TECNOLOGIA APPLICATA AL TURISMO: quali prodotti possono incidere sul pubblico e sulla fruizione?

Penso sia giunto il momento di approfondire il tema tecnologia applicata al mondo del turismo ed in particolare di quei prodotti e servizi che possono incidere sulla fruizione del territorio da parte degli ospiti.

Il portale Shoocal.com riporta a questo proposito, nell’analizzare i tourism tech trends del 2022, alcuni dati interessanti da valutare a livello di strategia per le destinazioni turistiche. Il primo è quello relativo all’importanza delle API tradotto come l’interfaccia di programmazione di una applicazione (Fonte Wikipedia). In termini molto semplici si tratta di far dialogare, digitalmente, diverse librerie (o database) contenenti informazioni. Potrebbe sembrare un aspetto molto tecnico, ma se pensiamo all’importanza di collegare, ad esempio, il software gestionale alberghiero della struttura ricettiva con uno o più portali di commercializzazione delle camere (funzione che tecnicamente si chiama “channel managing”) capiamo quanto siano importanti queste API (in realtà lo sono ancora di più le “api” che conosciamo tradizionalmente ma non sono oggetto di questa trattazione).

Pensiamo infatti che per molti imprenditori della ricettività questa tecnologia genera, tramite il costante aggiornamento di prezzi e disponibilità, la quasi totalità del fatturato (sommando le vendite tramite piattaforma con quelle combinate sui siti web delle singole strutture). A livello di destinazione i DMS (destination managemen systems – i software che digitalizzano accomodation, activities ed a volte anche ristorazione in una destinazione turistica) sono i principali sponsor di questa tecnologia: un DMS, infatti, dialoga contemporaneamente con i gestionali alberghieri e con gli operatori museali, con le guide turistiche e con i fornitori di esperienze locali. E per interrogare i singoli database dei singoli fornitori, con ognuno di loro, utilizza le API. Potremmo dire che i DMS esistono, e di conseguenza le destinazioni possono digitalizzarsi in modo inclusivo e multipiattaforma, grazie a questa tecnologia. E la rivoluzione che sta avvenendo nel settore grazie alla facilità di scambio di dati in tempo reale è solo all’inizio.

Un altro spunto di grande interesse sono le tecnologie di realtà aumentata e realtà virtuale. Immaginiamo di trovarci a passeggiare per un borgo storico non oggi ma 20 anni fa, probabilmente staremmo seguendo una guida turistica ed ascolteremmo una descrizione (a volte un po’ didascalica forse) dei beni culturali che abbiamo di fronte. Immaginiamoci di averlo fatto 10 anni fa. Ci troveremmo a cercare su Google un itinerario di nostro interesse, lo seguiremmo con Google Maps e di fronte al bene culturale avremmo cercato in Wikipedia una sua sommaria descrizione. Oggi invece possiamo passeggiare utilizzando una App (o webApp) che si ricorda i luoghi che ho visitato in precedenza, mi crea un itinerario personalizzato sui miei interessi, mi guida attraverso Google Maps (questa tecnologia penso ce la terremo stretta a lungo) ed io, comodamente, ascolto con i miei auricolari un racconto dei luoghi che sto visitando intervallando contenuti multimediali tra i quali audio di interviste su particolari aneddoti e curiosità, foto che mi consentono di confrontare un bene culturale con un altro attinente ma posto fisicamente lontano da me, video di interviste di personaggi significativi che mi parlano di quel luogo e me lo fanno vivere attraverso i loro occhi.

Tutto questo è quanto la tecnologia ha creato finora in tema di realtà aumentata cioè quella realtà vissuta fisicamente ma arricchita da contenuti multimediali che creano un’esperienza indimenticabile. Ho avuto l’opportunità di andare a Recanati, nell’Orto sul Colle dell’Infinito, al tramonto. Era il 1999 e stavo preparando la prima tesina multimediale d’Italia (a detta dei miei docenti) per il mio diploma. Il tema era l’ “infinito” visto da vari punti di vista, uno di questi, ovviamente, quello di Leopardi. Avevo un lettore CD portatile con dentro alcune recite dell’Infinito di Leopardi e di altri suoi componimenti. Quella è stata la mia prima esperienza di realtà aumentata ed è stata così potente che ancora oggi riesco a risalire alle forti emozioni che ho provato quel giorno. Quel giorno mi sono deciso a dedicarmi al settore turistico per fare in modo che tante persone, viaggiando, provino quelle emozioni uniche basate su un mix di reale e virtuale, di passioni e di confronto. Meno entusiasmo mi suscita la realtà virtuale cioè la fruizione, solitamente di un bene culturale, in forma totalmente digitale. Su questa gli esempi ed i modelli si moltiplicano e sono letteralmente esplosi durante il periodo pandemico da Covid-19. I principali musei del mondo sono fruibili, almeno in parte, virtualmente. Grandi gestori di beni culturali hanno trasferito sul piano virtuale alcune attività come ha fatto CoopCulture con il progetto Live Culture dove da foto a 360° ad altissima risoluzione si riesce a portare al pubblico contenuti addirittura invisibili durante una visita tradizionale.

 L’utilizzo della realtà virtuale anche in forma di streaming live è utilizzato da operatori culturali particolarmente visionari come Gradara Innova che ricrea in teatro scene e dialoghi ispirati dagli amanti Paolo e Francesca (quelli che la Divina Commedia colloca proprio alla Rocca di Gradara) e le trasmette, in forma di visite d’istruzione virtuali, a studenti di scuole nordamericane che mai sarebbero potute andare fisicamente a svolgere quella visita. Quest’ultima, forse, è la chiave di lettura per dare una continuità anche dopo la crisi pandemica all’utilizzo della realtà virtuale cioè quella di utilizzarla per coloro che per motivi economici, di disponibilità di tempo o anche per motivi di salute non potrebbero in ogni caso fruire di quel bene fisicamente allargando quindi la base dei potenziali fruitori della destinazione e rendendola, di fatto, più inclusiva.

 

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MARKETING TERRITORIALE
Rubrica a cura di Marco Cocciarini

Laureato in Economia del Turismo, è consulente di sviluppo innovativo strategico e tecnologico per il destination management turistico in particolare su progetti di cooperazione internazionale e locale. È stato business developer di alcune delle più celebri startup italiane in ambito turistico ed è attualmente responsabile territoriale della loro associazione nazionale.

 

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